Il 2 febbraio l’indizione del Sinodo Diocesano

Un importante passaggio di avvicinamento al Sinodo della Diocesi di Pistoia per il 2023

 

Con una comunicazione inviata a tutte le realtà diocesane, il Vescovo di Pistoia Mons. Fausto Tardelli, ha annunciato due momenti cruciali nell’avvicinamento al primo Sinodo diocesano pistoiese dopo oltre 85 anni. Un evento storico per la Chiesa locale che intende promuovere una nuova sensibilità di ascolto e coinvolgimento delle comunità e del territorio.

«Con grande gioia comunico alla Chiesa pistoiese la prossima indizione del 20° Sinodo diocesano. Dopo aver iniziato la sua preparazione, e mentre ancora la stiamo completando, è giunto il momento della sua celebrazione. Il prossimo 2 febbraio, festa della Presentazione al tempio del Signore Gesù, procederò all’indizione del Sinodo della Chiesa pistoiese, il primo dopo il Concilio Vaticano II e il primo dopo l’ultimo indetto dal mio predecessore Mons. Giuseppe Debernardi nel 1936».

Il Vescovo aveva reso noto l’avvio del cammino sinodale diocesano lo scorso anno, quando, nella Veglia di Pentecoste del 4 giugno celebrata in Piazza del Duomo, fu ufficialmente aperto dalla preghiera comune l’inizio di un tempo di ascolto e consultazione nelle parrocchie. Oggi, al termine di questa prima fase, grazie alla quale verrà preparato lo strumento di lavoro (Instrumentum laboris) per i “padri e le madri” sinodali, il Vescovo è chiamato a convocare formalmente il Sinodo con un decreto ufficiale di indizione.

L’indizione avverrà solennemente alle ore 12 nella chiesa di Santa Chiara del Seminario vescovile per tutto il clero, e nel pomeriggio alle 18 nella Cattedrale di San Zeno, per la cittadinanza tutta, in occasione della celebrazione liturgica della Presentazione al tempio del Signore e della Giornata della vita consacrata.

Sabato 4 pomeriggio e domenica 5 febbraio in tutte le parrocchie verrà letto il decreto di indizione del Sinodo diocesano. Il Sinodo vedrà il suo solenne ed ufficiale inizio liturgico il 25 marzo prossimo, solennità dell’Annunciazione del Signore, e si svolgerà poi con le assemblee sinodali nel tempo dopo Pasqua.




Cinque nuovi Monsignori a Pistoia

Resa nota in questi giorni la nomina di Papa Francesco

In questi giorni è giunta dalla Nunziatura apostolica in Italia la notizia che il Santo Padre Francesco, in data 21 settembre 2022, ha onorato alcuni presbiteri della Diocesi di Pistoia annoverandoli tra i “Cappellani di Sua Santità”, conferendo loro così il titolo di “Monsignore”.

Grati a Papa Francesco per questo riconoscimento, si formulano i più sinceri complimenti ai novelli Monsignori che sono, in ordine alfabetico: mons. Fiorenzo Battistini, mons. Enzo Benesperi, mons. Domenico Fini, mons. Leonardo Giacomelli, mons. Marino Marini.

Il titolo è assegnato a quei presbiteri che hanno manifestato un significativo e prolungato impegno pastorale e fedeltà alla Chiesa. Come stabilito da papa Francesco nel 2014, il titolo onorifico di Monsignore è oggi riservato ai sacerdoti “Cappellani di sua Santità” con una età superiore a 65 anni.

Monsignor Battistini (1939) è stato ordinato presbitero il 27 giugno 1965. Dopo alcuni incarichi in Montagna a Pianosinatico e Rivoreta (1967-1976) ha poi svolto servizio da parroco a Vignole poi, dal 1988 fino al 2021 è stato parroco di Poggio a Caiano. Per oltre 10 anni è stato presidente dell’Istituto del Sostentamento Clero Diocesano. Dal 2022 è canonico della Cattedrale di San Zeno e risiede nel Seminario Diocesano.

Monsignor Enzo Benesperi (1934) è stato ordinato presbitero nel 1957. Dopo l’ordinazione è stato per tre anni Cappellano a Quarrata, poi dal 1961 al 1964 parroco di Abetone e per un decennio di Seano 1965-1976. Dal 1977 al 1994 è stato presbitero fidei donum in Brasile, dove ha servizo la chiesa di Manaus nella Missao Pistoia. Al suo ritorno ha svolto ulteriori servizi pastorali: prima come parroco a Spedalino Asnelli (1995-1998), poi a Valenzatico (2010-2013), quindi a Stazione di Montale (2009-2020). Al momento è membro del Consiglio presbiterale e della Commissione per gli Ordini Sacri.

Monsignor Domenico Fini (1943), ordinato nel 1969, dopo poco meno di un anno a Montale come cappellano, nel 1970 è stato nominato parroco di Bardalone, dove attualmente continua a svolgere il suo incarico. Dal 1992 è parroco di Pontepetri e dal 2010 di Orsigna. Per alcuni anni ha guidato anche le parrocchie di Campotizzoro e Limestre.

Monsignor Leonardo Giacomelli (1926) è il decano del presbiterio pistoiese. è stato ordinato presbitero nell’Anno Santo 1950. Dal 1951 al 1953 è stato cappellano a Capraia, poi a Vignole per un biennio. Dal 1955 al 1961 parroco a Sarripoli, quindi a Candeglia, dove ha speso il suo ministero pastorale fino al 2017. Dal 1992 aveva assunto anche la pastorale di Iano.
Don Giacomelli è canonico ononario della Cattedrale di Pistoia.

Monsignor Marino Marini (1943), ordinato nel 1970, prima cappellano di Montale, poi dal 1973 cappellano al Sacro Cuore a Montemurlo fino al 1979 quando fu spostato come parroco a Tobbiana. Nel 1989 fu trasferito a Vignole dove è rimasto fino al 1997, quando è diventato parroco di Oste di Montemurlo fino al 2013. Qui per un decennio ha guidato anche la parrocchia di Tobbiana. Dal 2013 ad oggi è parroco di Tizzana e Catena.




Nomine e spostamenti in città e montagna

Si comunica che in data 24 agosto 2022, il Vescovo Fausto ha nominato Parroco della parrocchia del Centro Storico di Pistoia con sede in S. Paolo, don Ugo Feraci, trasferendolo dalle parrocchie di Avaglio, Calamecca, Crespole e Lanciole. Inizierà il suo ministero il 1° di ottobre prossimo.

Il Vescovo Fausto ha inoltre designato come Parroco di Avaglio, Amministratore parrocchiale di Marliana e Moderatore delle parrocchie di Calamecca, Crespole e Lanciole, il diacono don Alessio Biagioni che sarà ordinato presbitero il 25 settembre prossimo.

Il Vescovo ha altresì designato come Parroco di S. Marcello Pistoiese, Gavinana, Mammiano e Limestre il diacono don Maximilien Baldi che sarà ordinato presbitero il 25 settembre prossimo. Egli sarà coadiuvato come coparroco in solido da p. Cyrille Atitung Kalom. I predetti presbiteri saranno nominati in data 1° di ottobre 2022.

 

 

 




«Una missione urgente»: il messaggio del Vescovo per il mondo della Scuola

Il vescovo Tardelli rivolge un messaggio di saluto e augurio al mondo scolastico

«Non è il momento della mediocrità. Ora più che mai occorre credere alla funzione educativa della scuola. Direi che, proprio in questo tempo, serve l’impegno generoso di tutti».

 

PISTOIA 13/09/2022 – All’inizio del nuovo anno scolastico vorrei far arrivare a tutte le componenti della scuola il mio saluto e il mio augurio.

Prima di tutto a voi ragazzi, dai più piccini ai più grandi: avete tra le vostre mani un tempo prezioso e speciale che non tornerà più. Vorrei che non vi fermaste al “ci devo andare” ma che l’entrare in classe fosse carico di belle aspettative: amici, incontri, saperi, occasioni di futuro. Impegnatevi, datevi da fare, nella convinzione che state costruendo la vostra vita e che l’esperienza scolastica resterà comunque importante nella vostra vita. Non cercate scorciatoie e scuse. Non perdete le occasioni di crescita. Non schivate l’impegno. Ci si forma anche superando le difficoltà. Si gioisce nel raggiungere i risultati con le proprie forze.

Poi il mio saluto e augurio va a tutti i docenti di ogni ordine e grado e vuole avere le caratteristiche di un incoraggiamento. Non è mai abbastanza il sostegno che tutta la comunità civile dovrebbe assicurarvi sotto tutti gli aspetti e il vostro lavoro dovrebbe avere un riconoscimento speciale perché siete determinanti per la maturazione di giovani uomini. Non è solo un lavoro l’essere insegnanti: in-segnare infatti significa lasciare un segno che possa essere assieme ago di una bussola che orienta, e traccia di bene che resta nell’animo. Ogni giorno, ogni scelta sta assieme nel passato e nel futuro degli alunni. Non può mancare in questo momento un saluto affettuoso e riconoscente a voi, insegnanti di religione cattolica che portate avanti il vostro servizio con dedizione, competenza e responsabilità.

Penso poi ai voi, cari genitori, primi responsabili della educazione dei vostri figli. Nella scuola voi trovate un aiuto al vostro compito, non un ostacolo. Voi portate a scuola i vostri figli per garantirgli un futuro, perché possano ricevere una formazione integrale, solida e approfondita. Vi attendete giustamente una scuola all’altezza della sua missione ma perché questa attesa si compia occorre un’alleanza positiva e costruttiva tra genitori, insegnanti e alunni, come un’attenzione concreta da parte del parlamento e dei governi.

Voglio salutare in questo momento anche il personale della scuola che ogni mattina dà il proprio contributo ad un futuro migliore: un banco sistemato, un ambiente decoroso, una pratica snellita, un laboratorio attrezzato saranno parte del futuro degli uomini e delle donne di domani. Si fonderanno nei loro ricordi. Orienteranno scelte ed orizzonti.

Infine un augurio grande ai dirigenti scolastici: un lavoro difficile che richiede tanta competenza, tanta pazienza e disponibilità al servizio. A voi il compito certamente non facile ma importantissimo di contribuire a costruire un ambiente educativo e formativo, in un clima di gratitudine e di rispetto nei confronti degli sforzi di ciascuno, quando sono orientati al bene.

Oltre al saluto e ai miei auguri, vorrei invitare tutti quanti a guardare alla scuola come a una grande opportunità per costruire un mondo migliore di quello che, purtroppo, in questo tempo stiamo conoscendo. La situazione generale potrebbe davvero portarci allo scoramento. Ma ora più che mai occorre credere alla funzione educativa della scuola. Direi che, proprio in questo tempo, ci vuole l’impegno generoso di tutti, richiamando dal profondo dell’animo i valori più alti, le motivazioni più nobili, i sogni più arditi. Non è il momento della mediocrità! E un rischio non va trascurato: quello di una scuola che rilascia titoli ma non forma. A pagare per primi il prezzo di una scuola poco o meno capace di attrezzare alle sfide vere del futuro sarebbero coloro per i quali esso non è garantito, cioè i più deboli e i più fragili, esposti così rischi e incertezze crescenti e a volte definitivi. Sarebbe comunque un fallimento per tutti

Credo allora che un modo giusto di iniziare il nuovo anno scolastico – e così termino il mio messaggio – sia quello di farci una domanda solo apparentemente banale: perché si va a scuola? In altri termini, qual è lo scopo che porta studenti e docenti ad entrare in classe ogni mattina e i genitori ad accompagnare i propri figli? Una domanda densa la cui risposta potrebbe ridonarci quello slancio e quell’entusiasmo che è indispensabile per vivere appieno l’avventura bella della scuola.

+ Fausto Tardelli, vescovo di Pistoia




Le ultime novità sul cammino sinodale diocesano

Mons. Vescovo, in data 10 luglio 2022 ha costituito la Commissione preparatoria per il Sinodo diocesano con il compito principale di predisporre, sulla base della consultazione diocesana avviata il 4 giugno e che si protrarrà fino al mese di dicembre, l’Instrumentum laboris e cioè le proposizioni da sottoporre alla discussione e alle deliberazioni sinodali. Col compito inoltre di approvare il Regolamento del Sinodo.

Qui di seguito i nomi di coloro che sono stati chiamati a far parte di detta commissione preparatoria:

Atitung Don Cyrille
Bardelli Luigi
Beacci Patrizia
Bianchi Davide
Bindi Paola
Bini Mezzanotte Luca
Bonaiuti Don Carlo
Boscolo Paolo
Breschi Can. Roberto
Carlesi Can. Luca
Cecchini Francesco
Corretti Anna Maria
D’Angelo Mons Cristiano
Fabbri Can. Patrizio
Feraci Don Ugo
Frosini Giovanni
Gaiffi Francesco
Giacomelli Giovanni
Guerrieri Massimo
Innocenti Leonardo
Lio Sr. Teresa
Maraviglia Mariangela
Mati Don Andrea
Michelozzi Elisabetta
Montedoro Pierluigi
Morandi Grazia
Natali Edi
Pacini Franco
Palazzi Mons Paolo
Palchetti Don Michele
Pancaldo Can Diego
Pierattini Diacono Piero
Pocchiola Sr. Delfina
Pucciani Francesca
Romagnani Chiara
Sangou D’Aquin Don Gildas
Simonetti Cristina
Suppressa Marcello
Tofani Don Paolo
Tognelli Mons. Cesare
Torrigiani Pola
Trinci Andrea
Ulivagnoli Antonella
Vaccaro Andrea
Vienni Luca
Villa P. Pietro

Nella stessa data, Mons. Vescovo ha costituito la Segreteria che coordinerà tutta la preparazione alla celebrazione del Sinodo, chiamando a dirigerla Mons. Cristiano D’Angelo, Vicario generale.

Qui di seguito i nomi di coloro che sono stati chiamati a far parte della Segreteria:

Baroncelli Edoardo
Beacci Patrizia
Cantarella Michael
Carlesi Can. Luca
Cheli Suor Giovanna
Feraci Don Ugo
Ferrali Selma
Marconi Claudia
Palchetti Don Michele
Panzeri P. Simone
Suppressa Marcello




Amministrative 2022: una lettera aperta ai candidati

In un documento della Pastorale sociale e del lavoro e Caritas, scritto in collaborazione con l’Ufficio comunicazioni sociali e cultura, la diocesi intavola un dialogo con i candidati sindaco. Sul piatto le emergenze del territorio una prospettiva diversa all’approccio politico: quella del Vangelo.

PISTOIA – 19 maggio 2022. Una lettera aperta a tutti i candidati per rappresentare il pensiero e il contributo della comunità diocesana nella contesa elettorale. È questa l’iniziativa dell’ufficio della pastorale sociale e del lavoro, pensata per portare ai candidati una lettura della realtà del territorio da un punto di vista alternativo.

Economia in crisi

«Questa tornata elettorale amministrativa coinvolgerà circa 140.000 residenti, oltre la metà di coloro che abitano nella Diocesi di Pistoia – si legge nel testo – e rappresenta un momento alto di democrazia interessando l’istituzione più prossima ai cittadini. Stiamo attraversando un periodo complesso, che stenta a trovare una via significativa di rigenerazione e nutriamo aspettative per il ruolo che le amministrazioni svolgono, quale collante per una ricomposizione nello smarrimento e nella frammentazione che la comunità intera sta attraversando. L’economia – si afferma – è in cronica stagnazione, se non addirittura in decrescita e registra un tasso disoccupazione fra i più bassi della Toscana (10%): un dato che è raddoppiato in 15 anni. La disoccupazione giovanile è arrivata a toccare il 44%, ben al di sopra delle medie regionali (22,9%) e nazionali (32,9%); il tasso di inattività rasenta il 30%. Abbiamo un esercito di pensionati (circa 85.000); sono 2.000 le imprese in meno rispetto a 15 anni fa e il tasso di crescita imprenditoriale è sceso a 0 (zero). In altre parole i cittadini che non lavorano stanno superando il numero dei cittadini che lavorano.

Le marginalità e l’emergenza demografica

Una disamina di dati che lascia dietro di sé le difficoltà delle famiglie e le nuove marginalità: «Le situazioni si sono ampliate e approfondite: a vecchie criticità se ne aggiungono nuove che colpiscono e in taluni casi affondano gli anziani, i giovani e le famiglie. I dati dei Dossier Caritas ce lo dicono con chiarezza. Esiste poi un’emergenza demografica imponente – si legge ancora nel documento – che riguarda in particolare la montagna ma estende i suoi effetti anche in città. L’indice di vecchiaia (quello che si calcola moltiplicando per 100 il numero dei residenti over 65 per poi dividere il risultato per il numero dei giovani under 14) raggiunge una cifra stratosferica: 432,6. Più del doppio rispetto all’indice di vecchiaia dell’intera Provincia di Pistoia che, con 47 anni di media, è già uno fra i più alti in una Regione, che a sua volta è una fra le più vecchie in Italia».

I migranti

«Nell’elenco delle problematiche di questo territorio c’è da annoverare anche il problema dei migranti. Le crisi internazionali hanno spostato l’attenzione sui flussi migratori dall’Ucraina, ma la pressione migratoria sulle rotte marittime è ancora altissima. Chi amministrerà i comuni si troverà nuovamente ad affrontare questa emergenza cronica, con strumenti amministrativi ed economici certamente limitati e che senz’altro costringeranno a fare appello anche all’umanità e alla coscienza di ciascuno.

Nuovi scenari

A fianco dell’analisi dei dossier più problematici, il documento pone anche le basi per suggerire un metodo nuovo perché «non è più il tempo di consolarsi con rendite di posizione che imprigionano opportunità. Se vogliamo uscire da questa situazione è impellente fare i conti con la realtà, mettendo in discussione, e anche mutare quei paradigmi di sviluppo che fino ad ora ci hanno accompagnato e ai quali siamo affezionati. Vorremmo quindi pensare che le prossime amministrazioni comunali possano trarre ispirazione da quel documento, ovvero considerino importante attivare politiche significative all’insegna della solidarietà, della sussidiarietà e della cura del creato, in grado di rimettere in moto quella essenziale generatività che è vera ricchezza e motore di crescita per le comunità amministrate».

Le priorità

Il lavoro: «stabile, dignitoso, creativo deve impegnare gli amministratori come priorità. Il dramma delle morti bianche, inoltre, è una ferita anche nei nostri comuni».

La sostenibilità: «un altro tema centrale che si ramifica in molti degli snodi del nostro ragionamento e che prende le mosse dal presupposto che “tutto è connesso”. Agire sulla sostenibilità significa ripensare gli stili di vita e le abitudini, soprattutto lavorare per una politica che rimetta al centro l’uomo, i suoi bisogni.

La cura: «che non si riferisce soltanto ai significati sanitari o ambientali, che pure sono primari, ma fa riferimento anche al tema della relazioni nelle comunità: tra istituzioni, ambienti, famiglie, generazioni, culture».

Impegno contro lo scarto, ovvero: «la lotta alla cultura dello scarto. Questo impegno significa un cambio radicale di prospettiva, una svolta educativa, che parla in modo diverso delle persone, del creato, delle fasi e degli accadimenti della vita».

Una serie di propositi e scelte «faticose, a volte impopolari e non prive di rischi per chi amministra. Ma lo scatto che vi è richiesto è proprio questo: che siate donne e uomini di un futuro che rimetta al centro le persone, meno arido e divisivo, sicuramente più fraterno».

Scarica la lettera integrale




Morte sul lavoro: l’intervento del vescovo Tardelli

Tardelli: «Un’altra morte sul lavoro, se necessario cambiare le norme».

Il  vescovo Tardelli interviene sulla tragedia verificatasi in una cartiera presso Lanciole, dove un operaio di 59 anni ha perso la vita travolto da un muletto.

PISTOIA 09/02/2022 – «Ancora un tragico episodio di morte sul lavoro sconvolge la nostra diocesi. Nonostante gli appelli, le regole e le richieste di attenzione non si ferma quella che non può che essere definita una strage». Così il vescovo di Pistoia, Fausto Tardelli, interviene sull’ennesima morte bianca.
«La dignità del lavoro, e quindi della persona, passa in primo luogo dalla sicurezza sul luogo in cui si lavora – ricorda il vescovo -. Se le regole, tante a dire il vero, che oggi disciplinano la sicurezza dei luoghi di lavoro, non danno i risultati e le garanzie minime bisogna cambiarle, migliorarle. In questo senso la politica deve fare di più, soprattutto nel dialogo con le parti sociali e le imprese che vivono ogni giorno questi problemi.
Infine mi rendo vicino con la preghiera e il cordoglio alla famiglia del lavoratore deceduto e di tutta la comunità colpita dall’incidente».



Novità dalle Chiese toscane

Lunedì 31 gennaio la Conferenza episcopale Toscana si è riunita in assemblea. Dall’incontro l’attenzione ai prossimi appuntamenti come il Cammino Sinodale, la visita del Papa a Firenze, l’attività del Tribunale ecclesiastico etrusco, le nuove nomine. Don Simone Amidei è il nuovo incaricato regionale per l’edilizia di culto

 

I vescovi della Conferenza episcopale Toscana si sono riuniti lunedì scorso all’Eremo di Lecceto, in provincia di Firenze, per la loro assemblea. Tra i tanti argomenti affrontati, come prima cosa sono stati analizzati i temi al centro dell’ultima riunione del Consiglio permanente della Conferenza episcopale italiana.

Tra questi, i vescovi toscani si sono soffermati in particolare sulle prospettive aperte per il Cammino Sinodale: tutte le diocesi toscane sono già impegnate in questo Cammino e i vescovi hanno ribadito la loro attenzione a questo percorso della Chiesa tutta e di quella italiana in particolare. A tal proposito, i vescovi toscani si stanno preparando a due prossimi importanti appuntamenti: l’Assembla della Cei, in programma nel prossimo mese di maggio per l’appunto sul tema sinodale e, prima ancora, il Convegno sul Mediterraneo terra di pace in programma dal 23 al 27 febbraio a Firenze, che sarà concluso da Papa Francesco con la celebrazione della Santa Messa e l’Angelus nella basilica di Santa Croce. La Cet sottolinea l’importante segnale di attenzione che il Santo Padre darà alla Toscana con questa ulteriore presenza nella nostra regione. Dal Convegno dei vescovi, e da quello contemporaneo dei sindaci che si riuniranno a Palazzo Vecchio, la Cet auspica possa davvero venire un segno di riconciliazione e di pace per tutto il Mediterraneo, secondo l’opera e l’impegno per la fraternità fra i popoli di cui è stato importante esempio il Venerabile Giorgio La Pira. Come lui, hanno detto i vescovi, auspichiamo che da questi incontri possano esserci quei segni di speranza nel Mediterraneo le cui sponde “devono unire e non separare”.

La Conferenza episcopale toscana ha quindi rivolto ancora un saluto a monsignor Roberto Campiotti, vescovo eletto di Volterra, che il prossimo 26 febbraio verrà ordinato vescovo a Milano, la sua diocesi di provenienza, e che entrerà a Volterra il 27 marzo prossimo. A lui i vescovi hanno assicurato la vicinanza nella preghiera per questi due importanti appuntamenti in attesa di accoglierlo nella Conferenza episcopale.

Come ogni anno i vescovi toscani hanno ascoltato il rendiconto del vicario giudiziale monsignor Marco Pierazzi che portando all’approvazione il resoconto economico ha illustrato anche l’attività del Tribunale Ecclesiastico Regionale Etrusco. Il modello che si è realizzato in Toscana (dove i processi ordinari sono trattati dal tribunale regionale mentre quelli brevi dai tribunali diocesani) segue esattamente le indicazioni che ha dato il Santo Padre nel suo recente discorso alla Rota Romana dove ha spiegato che nei tribunali ecclesiastici deve manifestarsi <<il volto misericordioso della Chiesa: volto materno che si china su ogni fedele per aiutarlo a fare verità su di sé, risollevandolo dalle sconfitte e dalle fatiche e invitandolo a vivere in pienezza la bellezza del Vangelo>>. La riforma del processo canonico per le cause di nullità matrimoniale avviata con il Motu proprio «Mitis Iudex»  aveva tre obiettivi che nel modello toscano paiono pienamente raggiunti: prossimità alla gente, celerità dei procedimenti ed economicità/gratuità dei procedimenti stessi. A questo proposito i vescovi della Toscana ricordano che il costo di ogni processo è di 525 euro: in casi particolari di bisogno, il costo può essere addirittura  azzerato. Il tribunale regionale nel 2021 ha trattato 319 cause, di cui 124 nuove (16 quelle a costo zero), e ne ha concluse 142, proseguendo così lo smaltimento delle  cause arretrate.

La Cet ha quindi provveduto a nominare i due nuovi membri dell’ufficio di presidenza che vanno ad aggiungersi al Presidente, al Vicepresidente e al Segretario: l’arcivescovo di Siena, cardinale Augusto Paolo Lojudice, e il vescovo di Prato monsignor Giovanni Nerbini. Sostituiscono l’arcivescovo di Lucca e il vescovo di Pescia, monsignor Paolo Giulietti e monsignor Roberto Filippini, per i prossimi due anni.

Monsignor Nerbini ha quindi illustrato il progetto Laudato si’ del Dicastero per lo Sviluppo umano integrale che intende dare concretezza alle prospettive aperte dall’Enciclica di Papa Francesco. I vescovi hanno accolto molto favorevolmente questo progetto che riguarda anche aspetti concreti delle comunità e delle persone, oltre che una formazione particolare.

È stato quindi approvato, all’unanimità, il progetto per la creazione dell’Agenzia regionale di comunicazione che sarà collegata a Toscana Oggi: tutte le diocesi aderiscono a questo nuovo strumento che diventa così espressione della Conferenza episcopale toscana e avrà tra i suoi obiettivi quello di rilanciare a livello pubblico le diverse esperienze e i fatti di ciascuna singola diocesi sia attraverso internet sia con altri servizi che eventualmente verranno realizzati.

I vescovi hanno inoltre dato il via libera alla realizzazione di uno statuto per una commissione regionale per il diaconato permanente.

L’Abate Diego Gualtiero Rosa ha relazionato sulla Lettera apostolica, in forma di Motu proprio, Traditionis custodes di Papa Francesco. I vescovi si sono confrontati sulla sua attuazione ribadendo l’adesione a quanto stabilito dal Santo Padre sull’uso della liturgia Romana anteriore alla riforma del 1970.

Infine i vescovi hanno provveduto ad alcune nuove nomine:

Don Stefano Papini della diocesi di Grosseto e Maria Giovanna Deronda della diocesi di Siena sono i nuovi incaricati regionali della Pastorale giovanile.

L’avvocato Marco Randellini della diocesi di Arezzo – Cortona – Sansepolcro è il nuovo incaricato regionale per Problemi sociali e lavoro, giustizia e pace, custodia del creato.

Dopo aver salutato con affetto e piacere la nomina di don Luca Franceschini della diocesi di Massa Carrara-Pontremoli a Direttore nazionale per i Beni culturali e ecclesiastici e l’edilizia di culto, i vescovi hanno nominato don Simone Amidei della diocesi di Pistoia nuovo incaricato regionale dello stesso ufficio.




Precisazione su nota relativa al DDL Zan

PISTOIA – 09/07/2021. Apprendiamo dalla stampa che in queste ore è uscita una nota di alcune associazioni che, in maniera del tutto arbitraria, è stata presentata come posizione ufficiale della Diocesi, senza peraltro aver avuto alcuno scambio con gli uffici, con i vicari o col vescovo.

Intendiamo perciò precisare che l’iniziativa di raccolta firme a favore del DDL Zan presentata nella nota è iniziativa del tutto autonoma di alcune associazioni e movimenti.

La Diocesi – pur comprendendo le motivazioni che spingono la politica a un ampio dibattito sulla tutela e lotta a ogni tipo di discriminazione – in linea con Conferenza episcopale italiana, riconosce criticità nell’impianto della legge, sul quale rimangono molti dubbi.

 




Servizio Civile in Caritas: domande fino al 28 maggio

C’è tempo fino al 28 maggio per iscriversi al bando per il servizio civile della Regione Toscana. Tra i  progetti segnalati c’è anche quello della Caritas diocesana di Pistoia che prevede un servizio presso i centri Caritas diocesani, tra cui la mensa, il centro Mimmo, il centro di ascolto. Un’opportunità per sostenere chi ha più bisogno e crescere in competenze e in umanità.

La durata del servizio civile regionale è di dodici mesi e prevede un impegno settimanale di 25 ore distribuite in 5 giorni di servizio. Le iscrizioni si presentano online al seguente link dove occorre selezionare la “diocesi di Pistoia” ( https://servizi.toscana.it/sis/DASC ). Per ricevere maggiori informazioni sulla compilazione delle domande è possibile scaricare l’allegato in coda all’articolo, oppure contattare l’Help Desk della Regione Toscana (helpsis@regione.toscana.it- 800558080 dal lunedì al sabato 8-18).

A chi svolge il servizio civile regionale spetta un assegno di natura non retributiva analogo a quello previsto per il servizio civile nazionale (attualmente 433,80 euro netti al mese), diminuito o aumentato fino ad un massimo del 20% in ragione del diverso impegno settimanale richiesto. La Regione garantisce ai soggetti impiegati nei progetti la copertura.

Chi può presentare la domanda?

Per iscriversi è necessario essere regolarmente residente, domiciliato o soggiornante in Toscana; avere un’età compresa fra diciotto e ventinove anni; risultare disoccupato o inattivo ed essere in possesso di idoneità fisica. Non possono accedere quanti hanno riportato condanna penale anche non definitiva alla pena della reclusione superiore ad un anno per delitto non colposo. Tutti i requisiti, ad eccezione del limite di età, devono essere mantenuti sino al termine del servizio. Possono partecipare coloro che stanno frequentando un qualunque corso di studi.

Per info sul progetto: caritas@diocesipistoia.it

 

ISTRUZIONI PER LA COMPILAZIONE DELLA DOMANDA ON LINE