LA FATICA DELLA BELLEZZA: OMELIA DEL VESCOVO TARDELLI NELLA SOLENNITA’ DI MARIA IMMACOLATA

Nella solennità dell’Immacolata Concezione di Maria il Vescovo Tardelli ha ordinato un nuovo sacerdote: il pistoiese don Gianni Gasperini.

Nella sua omelia il vescovo ha fatto riferimento alla solennità della Immacolata concezione di Maria, a partire dalla bellezza ‘irraggiungibile’ della Vergine: «Maria infatti è la creatura non contaminata dal male, non inquinata, non corrotta. Lei è acqua purissima e limpida; è aria salubre e fresca; è mare libero da ogni inquinamento; paesaggio incontaminato e splendido; terra buona, fertile, bellissima». Una realtà di purezza che contrasta con «quel groviglio inquinante del malaffare e della corruzione» in cui gli uomini sono immersi, sperduti «dentro le tenebre dell’ingiustizia e della violenza, della cattiveria, della prepotenza, della sopraffazione».

Una costatazione che potrebbe farci sentire problematiche le parole di Paolo, secondo cui «Dio ci ha scelti prima della creazione del mondo per essere santi e immacolati di fronte a lui nella carità». E invece, guardando a Maria, creatura tutta santa e immacolata, avvertiamo che «il dogma che celebriamo il 9 dicembre non è una fandonia e non è nemmeno un modo di dire: è la verità sacrosanta e in Maria, questa verità risplende».

D’altra parte anche il «cammino di Maria sulla terra non fu facile. La bellezza della sua purezza, della sua incontaminatezza; l’essere libera da ogni corruzione dell’anima e del corpo, non la preservò affatto dalla fatica, dal dolore, dal buio della fede, dalla pesantezza dei giorni e della carne».
La perfezione della santità non è mai a buon mercato: essa chiede «un impegno giornaliero che per noi significa passare ogni giorno dalla morte del peccato alla vita nuova dei figli di Dio» perché diventiamo «terra fertile per la giustizia, la verità e la pace».

Il ministero sacerdotale si muove in bilico tra la ricchezza divina e la miseria dell’uomo. Il prete, infatti è «un pover’uomo, alla fine, che è stato afferrato dall’amore di Cristo senza sapere nemmeno lui perché e percome»; eppure «ciò che il prete porta tra le sue mani, che custodisce nel suo ministero … è ciò che fa nuove tutte le cose: è ciò che disinquina il cuore dell’uomo dal male; è la sorgente dell’acqua pura che disseta per la vita eterna; è l’aria piena di ossigeno che fa vivere; è il mistero d’amore che ha reso tutta santa la Vergine Maria».

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